
Cristalli Sognanti di Theodore Sturgeon

"Il bambino fu sorpreso a fare schifezze sotto le gradinate dello stadio del liceo, e la scuola elementare di fronte lo mandò a casa. Aveva otto anni,e quelle cose le faceva da un pezzo.
In un certo senso era un peccato. Era un bravo bambino, carino, ache se non proprio eccezionale. Alcuni dei suoi compagni e insegnanti lo trovavano simpatico, altri meno, ma quando la notizia dsi diffuse gli diedero tutti addosso. Si chiamava Horty (diminutivo di Horton) Bluett. Naturalmente quando tornò a casa le prese."
Horty è un bambino fragile, introverso, cresciuto in un ambiente che non gli offre né protezione né comprensione. E' stato adottato da Armand Bluett, più per interesse che per affetto; non è un bimbo amato, è troppo sensibile per il mondo che lo circonda, troppo "diverso o strano" per passare inosservato. Quando la vita nella casa dei Bluett diventa insostenibile, ferito nell'animo e nel corpo, Horty fugge trovando rifugio in un luna-park itinerante, un microcosmo dove la normalità è ribaltata e il concetto di famiglia assume forme impreviste.
In questo microcosmo incontra tanti personaggi, tra i quali spicca Zena, una nana che subito si prende cura di lui. Intuisce alcuni particolari di quel bambino solo osservandolo e lo protegge anche dal dottor Monetre, detto il Cannibale, il proprietario del luna-park, che esercita un potere su tutti gli esseri che popolano quello strano mondo. Horty si ambienta, lega con tutti, si esibisce in uno spettacolo con Zena: sembrano gemelle quando lui si veste da femminuccia. Il Cannibale però ha una ossessione: studiare i cristalli di cui è in possesso. Ha capito da molti anni il loro segreto, ma non riesce a gestirli come vorrebbe; gli manca un tassello per poterli controllare definitivamente.
Cristalli Sognanti è un romanzo che vive in un equilibrio sottilissimo: quello tra la concretezza emotiva dei suoi personaggi e la dimensione simbolica che li attraversa. Sturgeon costruisce una storia che parla di mutazione e diversità non attraverso il dettame fantascientifico puro, ma scavando nella psicologia, nella fragilità, nei rapporti affettivi distorti o salvifici che plasmano la vita di Horty e dei personaggi a lui vicini. I cristalli sono oggetti viventi che reagiscono quando sono sollecitati: possono distruggere e costruire, possono mutare e completare.
Ho letto questo romanzo con il BookClub Senza Titolo e, prima dell'incontro con le altre lettrici e gli altri lettori, avevo molti dubbi su questa lettura. Forse perchè non sono avvezza al genere fantascientifico mi ero tenuta in superficie, non approfondendo tutta la storia, ma concentrandomi solo sulle dinamiche di Horty. Cosa non del tutto sbagliata, visto che è uno dei protagonisti, ma non mi sono presa cura di alcuni particolari che invece, grazie alla discussione all'interno del bookclub, sono riuscita a vedere.
Questo è uno dei motivi per cui organizzo, partecipo volentieri e sono grata ai bookclub: il momento della discussione arricchisce la lettura in solitaria, dona significato alle storie attraverso il confronto, i pareri e le chiacchiere.
Attraverso il confronto e l'ascolto dei diversi pareri ho potuto approfondire e capire che Cristalli Sognanti è un'indagine su cosa significa essere "altro"; Sturgeon mostra come gli individui, nella loro diversità, non siano soggetti superficiali ma complessi, come un prisma che riflette tanto il potenziale quanto la vulnerabilità di ognuno. Sturgeon riesce a costruire una fantascienza intima dove "la meraviglia" non deriva dalle invenzioni tecnologiche ma dalla trasformazione emotiva dei personaggi. La sua prosa è essenziale e vibrante, più interessata alla densità psicologica che all'azione; eppure la tensione sotterranea accompagna ogni pagina, perché ciò che è in gioco non è solo il destino di Horty e degli altri personaggi, ma la possibilità stessa di essere riconosciuti come esseri umani. Così il luna-park diventa un microsistema umano in cui è visibile il confine tra autenticità e spettacolo, tra libertà e marginalità; i cristalli, cuore metaforico della narrazione, non sono solo oggetti di fantasia, ma specchi in cui si rinfrangono traumi, poteri e identità. Di conseguenza, tutti gli altri personaggi, a seconda della loro indole, possono rappresentare accoglienza, comunità, salvezza oppure controllo, manipolazione e uso dell'altro.
È proprio questa coralità — non caotica ma interconnessa — a dare al romanzo la sua forza. Ogni figura è parte di un discorso più ampio sul modo in cui le persone reagiscono alla differenza: alcuni la temono, altri la sfruttano, altri ancora la difendono, e Horty stesso deve imparare a comprenderla dentro di sé prima di poterla rivendicare.
Cristalli Sognanti è uno romanzo intenso che lascia una traccia nel pensiero di chi lo legge. È un'opera che parla di infanzia ferita, identità, metamorfosi, potere e vulnerabilità, comunità e solitudine.
In questo romanzo Sturgeon fa capire come la fantascienza può essere capace di esplorare l'umano attraverso ciò che umano non sembra.
La storia di Horty, di Zena, Avana, Bunny e tutti gli altri è quella di un viaggio verso la consapevolezza, ma anche un monito contro chi trasforma la curiosità in dominio, l'intelligenza in controllo, il diverso in preda. Tra ombre e rivelazioni, il romanzo - pubblicato negli Stati Uniti nel 1950 - parla alla nostra epoca: perché la paura del diverso e il bisogno di appartenenza non sono temi a cui deve guardare soltanto la narrativa, ma l'intera collettività.
Cristalli Sognanti quindi ha acquisito un significato altro rispetto a quello della crescita di un solo personaggio, così come era partito nella mia lettura in solitaria. E' diventato il modo in cui si può rappresentare una intera comunità, con le sue diversità e le sue differenze, con la sua parte positiva e quella negativa, dove i cristalli sono solo lo specchio di ciò che non riusciamo a controllare se non prendendo coscienza di se stessi.
Forse posso annoverarlo tra i romanzi più belli letti ultimamente.
Facendo ricerca su Theodore Sturgeon, si scopre che è uno dei grandi outsider della fantascienza americana. La sua scrittura, spesso lontana dagli schemi tecnici di altri autori dell'epoca, è sempre stata guidata da un'attenzione profonda per le emozioni, la marginalità e la diversità. La sua biografia accenna a un vissuto difficile, segnato da senso di inadeguatezza e ricerca di riconoscimento: temi che ritornano con forza nelle sue opere e che trovano in Cristalli Sognanti una delle incarnazioni più limpide. Pare che ci sia un legame molto forte tra esperienza personale dell'autore e la narrazione, cosa che conferisce al romanzo una carica emotiva particolare, come se la storia di Horty fosse, in parte, un'esplorazione delle ferite dello stesso Sturgeon.


