Domani Interrogo di Gaja Cenciarelli

19.02.2026

"La giraffa la guarda da dietro la recinzione. Si trova in un parco di periferia, dev'esserci un circo nei paraggi. Grazie alla sua mania di camminare, si è persa. Ha sentito parlare di questo quartiere non più di un paio di volte, non è mai riuscita a collocarlo all'interno della sua geografia di Roma. Prima di uscire ha cercato le indicazioni per arrivare a destinazione sul sito dell'Atac, ma poi, scesa dalla metro, presa dalla consueta smania di arrivare a piedi ovunque, ha perso l'orientamento.

Chiunque sia passato tra i banchi di scuola ha sentito molte volte dire Domani interrogo e, di certo, anche i più preparati, lo hanno percepito come monito, sospensione e timore. L'interrogazione non è solo una verifica: è un giudizio, un'esposizione, una resa dei conti. Con Domani interrogo l'autrice Gaja Cenciarelli prende quel momento sospeso e lo trasforma in una lente attraverso cui osservare fragilità, responsabilità ed equilibri precari.

Il risultato è un romanzo che parla di scuola e di ragazzi, sì - ma in realtà - parla anche di adulti, di paura e di identità. La scuola è il teatro dell'azione, non è una semplice ambientazione. In qualsiasi luogo, città, quartiere si trovi la scuola è un microcosmo dove si misurano autorità e vulnerabilità, dove ogni parola può costruire o ferire. Come si legge nella citazione che ho inserito - prime righe del prologo - ci troviamo a Roma, in un quartiere periferico, ma in una qualsiasi altra città non troveremmo un microcosmo molto diverso. In queste pagine troviamo realtà, vissuto ed esperienze che arrivano dirette per quanto sono vere e palpabili.

E così l'interrogazione nel titolo, diventa metafora del giudizio continuo a cui tutti - studenti e insegnanti - sono sottoposti. La Cenciarelli nel suo modo di raccontare quel che accade evita con intelligenza ogni stereotipo: non c'è la professoressa salvifica nè eroina, e non ci sono studenti a cui apporre un'etichetta o quelli "problematici" per definizione. I personaggi - tutti - sono attraversati da contraddizioni, esitazioni, errori ed è proprio questa imperfezione a renderli autentici.

Ciò che colpisce è la tensione sotterranea che attraversa le relazioni: un conflitto generazionale che non esplode in modo plateale, ma si insinua anche nei silenzi, nei fraintendimenti, nelle parole non dette. C'è un modo di affrontare tutto questo, un modo che in pochi sanno interpretare così come fa la professoressa - la pressorè - di inglese, protagonista di questo romanzo, che arriva quasi in punta di piedi nella nuova scuola, nella Quinta A, tra i ragazzi che hanno gli esami di maturità. Con un percorso affatto facile e impervio, lei riesce a instaurare un dialogo con i suoi studenti, conquistandone la fiducia, occhi negli occhi. La pressore' ama quel che insegna - si vede e si sente - ama la letteratura inglese e, il mestiere che incarna, è quello di far capire l'importanza dello studio, ma - soprattutto - la bellezza dentro le parole ascoltate e lette.

La scrittura della Cenciarelli è misurata e precisa. Non cede al melodramma, non forza l'emotività, ma lascia che siano le situazioni e i dialoghi a parlare. Il ritmo è serrato, le scene sono costruite con tagli perfetti - quasi cinematografici - i dialoghi suonano reali, veri, senza forzature. C'è una sottile ironia che alleggerisce senza sminuire e una capacità notevole di rendere visibili le crepe interiori dei personaggi senza esplicitarle troppo. È una scrittura che osserva e trasmette, più che giudicare. E questo, in un romanzo che ruota attorno al tema del giudizio, è una scelta significativa.

Dal 19 febbraio Domani interrogo è anche un film e lo troviamo nelle sale italiane. Avendolo visto dopo la lettura, il confronto è inevitabile.
Quel taglio quasi cinematografico che avevo visto nella scrittura si è trasformato in un film vero e perfetto. 

Il cinema, per sua natura, rende più visibile il conflitto. Le tensioni che nel romanzo restano interne diventano sguardi, pause, primi piani. Alcune sfumature psicologiche si assottigliano, ma in compenso l'impatto emotivo è più immediato. Se nella lettura è l'emotività di chi legge a farla da padrona a seconda di quel che accade o di quello che viene percepito, passando al film quell'emotività si accentua, cresce e alcuni passaggi risultano più drammatici, più espliciti. Eppure il cuore della storia rimane intatto: c'è la fragilità degli adulti di fronte alle nuove generazioni e c'è il peso, spesso inconsapevole, delle parole.

Avendo anche incontrato Gaja Cenciarelli con l'Associazione Quid (potete leggere sul sito) per la presentazione di questo libro e di quello successivo dal titolo A scuola non si muore, pensavo di essere preparata rispetto a quello che avrei potuto trovare sul grande schermo. E invece ho capito che non si è mai preparati, che vedendo in scena ciò che si è solo immaginato, l'impatto diventa più forte, arriva in maniera diretta e diventa una storia anche tua. Non accade sempre questo, certamente. Le trasposizioni non sono sempre fedeli, ma in questo caso sì: fedele l'interpretazione di Anna Ferzetti della pressorè, fedeli i ragazzi e le ragazze che hanno dato vita ad Alessandra, Flavio, Marco, Sofia, Rabhil, Francesco, Er Faso, Daniele, Tarek e Margherita. Stavano lì, davanti agli occhi, materializzati. Merito sicuramente della regia di Umberto Carteni, degli attori e delle attrici, ma anche del fatto che l'autrice Gaja Cenciarelli è stata co-autrice anche della sceneggiatura insieme a Herbert Simone Paragnani.  

Lettura e visione del film due esperienze diverse, non in competizione ma complementari, rafforzative, connesse. Un ottimo lavoro, davvero.

Perché leggerlo (e perché vedere il film). Ve lo dico in maniera più semplice.

Domani interrogo è un libro che parla a chi insegna, a chi studia, ma anche a chi si interroga - ogni giorno - sul proprio ruolo nel mondo. Essere fuori dalla "scuola" non ci esclude dal contesto, anzi, ci costringe al confronto, ad elaborare, a ragionare e a capire. E' un compito che la lettura svolge in generale, ma in alcuni libri e per alcune storie e' ancora piu' vero e necessario. Domani interrogo non è un libro che offre risposte semplici, non assolve né condanna. Mostra un mondo che forse non si conosce davvero a fondo. Ed è proprio questa capacità di raccontare la zona grigia delle relazioni, senza retorica e senza moralismi, che lo rende un romanzo necessario.

Il film amplifica le emozioni, scava più a fondo. Mostra - occhi negli occhi - quel che avevamo solo immaginato. Perché, in fondo, tutti siamo stati interrogati. E continuiamo a esserlo.

Gaja Cenciarelli è una scrittrice, traduttrice e insegna - guarda un po' - lingua e letteratura inglese. Nata a Roma, vive e lavora nella capitale, città che spesso fa da sfondo - diretto o emotivo - alle sue storie. Oltre A domani interrogo pubblicato con la casa editrice Marsilio nel 2022, ha pubblicato numerosi romanzi e racconti, tra cui: Extra omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (2006), Sangue del suo sangue (2011), Pensiero stupendo nasce un poco strisciando (2015), La nuda verità (2018), A scuola non si muore (2024). Da poco e' stato pubblicato con la Marsilio il suo ultimo romanzo Il rivoluzionario e la maestra che è pronto alla lettura (ed è stato proposto per il Premio Strega)Oltre alla narrativa ha collaborato ad antologie di racconti, scritto interventi critici e contribuito con traduzioni di autori come Edith Wharton, Margaret Atwood, Flannery O’Connor e altri.

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