Il silenzio del sale di Marco Phillip Massai

16.01.2026

Già dalle prime pagine de Il silenzio del sale, il. romanzo d'esordio di Marco Phillip Massai, ci troviamo in un mondo avvolto dalla nebbia delle saline di Cervia e dalle strade antiche di una Ravenna del 1688.
Si ha subito la sensazione di camminare accanto a personaggi particolari e io ero certa che mi avrebbero sorpresa. La storia mi ha catturata subito: la descrizione dei luoghi è così immersiva che difficilmente si riesce ad uscire dalle pagine; la nebbia persistente e fitta la fa da padrona, a questo aggiungiamo le scosse sismiche che - come presagi oscuri - aprono alla prima scena, teatro di un fatto delittuoso.

parte iniziale del prologo
parte iniziale del prologo

Massai ha scritto un coinvolgente thriller storico ambientato, come detto, nella seconda metà del Seicento. La vicenda si apre con due delitti in apparenza scollegati: quelli di un nobile veneziano ritrovato impalato nelle saline di Cervia e di due amanti morti ai piedi del Guidarello a Ravenna. Il sale è un elemento sostanziale e silenzioso, fondamentale per lo scambio commerciale del tempo, che diventa un indizio, un segno, una probabile traccia.

Il giovane e acerbo Dante Servadei, artista postale - figura di cui ho conosciuto l'esistenza grazie a questo romanzo - deve effettuare i rilievi per il primo delitto, in assenza del suo maestro Tommaso Casadio, Censore del Santo Uffizio, occupato in un altro incarico fuori città. Il momento del rilievo di un delitto nel seicento è davvero molto caratteristico e particolare, direi quasi affascinante, tutto da leggere e da figurarsi davanti agli occhi.

I due personaggi - che possiamo considerare principali - sono molto diversi tra loro, ma complementari. Servadei sembra incerto, indeciso, cerca di imparare e di cogliere i segreti del mestiere che ricopre, mentre Casadio, il rappresentante della legge, è un uomo tenace e temuto che riveste perfettamente il suo ruolo nonostante il suo corpo sia piegato da una malattia invalidante.

Accanto a questi due personaggi spicca Giambattista Corsi, anche lui parte integrante dell'ufficio del Censore, collega e amico di Dante - un pò pasticcione e un pò casinaro si direbbe oggi - ma è quel personaggio che contribuisce a umanizzare e arricchire l’intreccio a cui ci portano le vicende. Intorno allo snodo principale fatto di ruoli, azioni, compiti da svolgere ruotano una galleria di personaggi secondari ben delineati, che contribuiscono a dare profondità e credibilità al contesto storico. Autorità religiose, funzionari, figure legate al mondo mercantile o alla vita di città (menzione speciale per il trovarobe Carbunel) e presenze femminili - dal ruolo tutt’altro che marginale - entrano in scena anche come tasselli fondamentali dell’indagine. Ognuno di questi personaggi porta con sé interessi nascosti, ferite personali, motivazioni ambigue diventando parte attiva in una rete di sospetti e relazioni resa complessa dal bravo narratore quale si rivela essere Massai. 

In questo romanzo c'è una duale funzione a cui è chiamato chi legge: quella dettata dalla parte thriller e quindi volta a scoprire chi ha commesso i delitti e a cercare di capire l'origine dei fatti ponendo attenzione a tutto ciò che accade e quella legata all'attenzione per i fatti storici, le funzioni e i ruoli che nel 1600 costuivano la giustizia, il governo, il potere. E' un salto in un mondo lontano, in cui i contrasti erano forti perchè i confini dei territori e dei ducati erano molto limitati e, nello specifico, i territori in cui ci troviamo appartenevano allo Stato della Chiesa Cattolica. 

Capite bene come tutto diventa molto affascinante e anche come il divertimento di chi ama leggere, imparare, esplorare, capire, aumenta di livello. Entrare in un ambito storico non è cosa semplice per chi scrive, perchè non si può essere approssimativi, bisogna documentarsi, essere il più possibile precisi. E di certo questo autore ha fatto molta ricerca e la scelta del periodo i cui i fatti si svolgono non è un caso: dal 7 aprile all' 11 aprile 1688. 

< l'è e' taramòt!" > dice il trovarobe Carbunel nel prologo. E poi ancora < Putàna vigliàca, e' taramòt! Mo lo sapevo: son giorni che glielo dico, al Baldini! E lui giù a sfottere. Chissà con l'ha strét e' cul, il Baldini. Ehi, chi è là? >. Aveva creduto di sentire una voce dal Quadrarco. Qualcuno poteva essersi fatto male.   

Ho assistito alla presentazione de Il silenzio del sale a Giulianova organizzata con il mio Quid e, in quella occasione, Marco Phillip Massai in dialogo con Manuela Costantini ha raccontato quanto il lavoro di ricerca sia stato approfondito, non solo per la parte storica in sè, ma anche per alcuni particolari che riguardano più specificatamente i personaggi.

La passione di questo autore per i thriller e i gialli proviene da anni di letture e scritture sul genere. Infatti prima de Il silenzio del sale ha pubblicato racconti per la collana Giallo Mondadori (fra cui "Le dita del diavolo", prima indagine di Tommaso Casadio) e su riviste specializzate come Robot e Writer's Magazine Italia.

Ha vinto il premio GialloLuna Mondadori nel 2013 e il Premio Gran Giallo Cattolica 2025 per il miglior racconto giallo con Gli amanti della signora Chiatti

Il silenzio del sale risulta un thriller storico davvero completo e godibile, in cui non solo vi è un'indagine da seguire, ma si imparano molte cose relativamente agli usi dell'epoca. La trama è perfetta e tiene fino alla fine con l'inserimento di parti in cui vi è suspense e tensione. I personaggi sono tutti partecipi, spiccano certamente alcuni più di altri e rimangono impressi anche dopo aver chiuso le pagine. Menzione speciale per l'inserimento di frasi in dialetto romagnolo - a cui non sono molto avvezza ma si intende perfettamente - necessario per sentire meglio il legame dei personaggi con il territorio in cui si muovono. 

Aggiungo che non sembra un romanzo d'esordio. Molto spesso mi capita nei primi romanzi di trovare una scrittura acerba, altre volte un pò più ricercata - forse per far colpo -, ma in questo caso la voce dell'autore ha una armonia non forzata, misurata e concreta.

Ho detto già che consiglio vivamente la lettura de Il silenzio del sale di Marco Phillip Massai? Fidatevi di me. Chiedetelo in libreria o acquistatelo cliccando qui.

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