Non buttiamoci giù di Nick Hornby

22.11.2022

"Prima di tutto, devo informarvi che ho totalizzato un altissimo punteggio nella Scala degli Intenti Suicidi di Aaron T. Beck. Scommetto che non sapete nemmeno che quella scala esiste, vero? Be', esiste invece, e devo aver fatto qualcosa come ventun punti su trenta, il che mi ha procurato un gran piacere, come potete immaginarvi. Sì, il suicidio era stato meditato per tre ore e passa prima del tentativo. Sì, ero sicuro di morire anche se fossi andato in rianimazione; la Casa dei Suicidi è alta quindici piani, e si calcola che ogni quota superiore ai dieci ti assicuri di levare il disturbo."

Quattro personaggi, quattro voci, quattro esperienze di vita diverse; i quattro protagonisti di questa storia non si conoscono, non hanno nulla in comune ma condivideranno qualcosa che non avrebbero mai pensato di poter condividere.

Martin, Maureen, Jess e JJ si ritrovano sul tetto di un palazzo di Londra la notte di Capodanno. E' un caso per tutti loro aver scelto quella notte e quel luogo per suicidarsi, buttandosi giù dai quindici piani della Casa dei Suicidi. Ad ognuno di loro sembra di avere un buon motivo: Martin ha la reputazione da uomo di spettacolo distrutta ed ha perso lavoro e famiglia per essere andato a letto con una minorenne, Maureen ha una vita infelice passata ad assistere il figlio disabile grave, Jess ha vissuto una delusione amorosa oltre a mille altre vicissitudini e JJ, un americano che desiderava diventare una rockstar, ha fallito sia nella vita professionale che personale. Sono convinti che il loro destino sia compiuto. 

Certo, trovare un affollamento su quel tetto proprio nel momento dell'esecuzione di una decisione così importante li sconcerta e destabilizza ancora di più; litigano, si sfogano, mangiano una pizza insieme (capirete il perchè leggendo) e poi decidono di darsi del tempo e scendono con le loro gambe le scale di quei quindici piani.

Nick Hornby tratta, in questo libro, un tema molto delicato ed importante come il suicidio in una maniera sottile, ironica e originale. Sposta l'attenzione sui quattro personaggi e ci fa interagire direttamente con loro: Martin, Maureen, Jess e JJ raccontano in prima persona la loro esperienza, cosa li ha incoraggiati a salire quei quindici piani, perchè si convincono a darsi ulteriori scadenze e, soprattutto, a condividere questo periodo con soggetti così diversi per carattere, età, modo di vivere. La storia va avanti pagina dopo pagina, le voci cambiano, i punti di vista anche.

Ne accadono di cose in questo lasso di tempo che si concedono, anche al limite dell'assurdo: equivoci, liti, scoperte, dispetti e molto altro, a corollario una scrittura intrisa di sense of humor inglese. Scherza Hornby e prende in giro - tramite i suoi personaggi - tutto e tutti anche il governo, i giovani inglesi, i giovani americani, i gruppi di lettura e molto altro. Lo fa con una comicità spontanea e divertente, riuscendo a non far perdere potenza al tema. I nostri protagonisti sono tra loro gli opposti, non possono essere amici perchè non vanno affatto d'accordo e al di là delle tendenze suicide, non hanno molto in comune. Eppure, questo legame non desiderato e non curato, servirà a tutti in un modo o nell'altro; i contrasti, le loro relazioni improbabili, i loro discorsi, in alcuni casi, astrusi sono il gancio per continuare. Se dovesse cedere uno di loro è chiaro che cederebbero tutti.

E questo dimostra che nella vita, anche le relazioni improbabili, quelle che escono dalla nostra abitudine, da quella che chiameremmo "zona comfort", insegnano molto sia degli altri che di noi stessi. Per i quattro protagonisti di questo romanzo il "rapporto" è forzato dalle circostanze, ma Hornby ha saputo dosare bene le reazioni, i modi di fare, le prospettive, costruendo un bel mix.

Locandina Film
Locandina Film

Nick Hornby usa uno stile che sorprende (almeno me, forse perchè era la prima volta che lo leggevo!); ci sono quattro registri stilistici diversi, quattro modi di parlare che impattano, ma che rendono riconoscibile ogni voce e risaltano ogni personalità. Martin non parla come Maureen che è molto introversa e riservata, Jess usa un linguaggio molto giovanile e "sboccatissimo", JJ parla in un modo ancora diverso. 

E' uno stile che dimostra come e perchè Nick Hornby sia così letto e stimato; innegabile la sua capacità di trasmettere il messaggio dei quattro protagonisti, di metterli tutti sulla stessa linea in modo da far decidere a chi legge con chi empatizzare o chi non sopportare, la sua capacità di trasformarsi di voce in voce. Innegabile anche il pregio di saper usare l'ironia in maniera perfetta, senza strafare, con l'inserimento di battute, nei dialoghi o nel racconto, utili ad attrarre l'attenzione.

La sua produzione letteraria è vasta e da parecchi suoi libri sono stati tratti film. Non fa eccezione Non Buttiamoci Giù il cui film è uscito nelle sale nel 2014 interpretato da Pierce Brosnan (Martin), Tony Collette (Maureen), Imogen Poots (Jess) e Aaron Paul (JJ) che ho avuto modo di vedere qualche sera fa. Certo nel film alcune dinamiche vengono cambiate, ma ciò non toglie nulla alla godibilità della visione.

Nick Hornby - Foto presa dal Web
Nick Hornby - Foto presa dal Web

La fama letteraria di Nick Hornby ha inizio con il libro autobiografico Febbre a 90° (Fever Pitch) uscito nel 1992, che narra la storia della sua vita come tifoso dell'Arsenal; a questo sono seguiti i romanzi di grande successo Alta fedeltà (High Fidelity) nel 1995, in cui la musica Rock gioca un ruolo fondamentale, Un ragazzo (About a Boy) nel 1998, Come diventare buoni (How to Be Good) nel 2001 e Non buttiamoci giù (A Long Way Down) nel 2005. Nel 2008 esce Tutto per una ragazza (Slam) e nel 2009 viene pubblicato in Italia dalla casa editrice Guanda (che edita tutti i suoi libri) il romanzo dal titolo Tutta un'altra musica (titolo originale Juliet, Naked). Nel 2012 pubblica il romanzo breve Everyone's Reading Bastard (tradotto in italiano nel 2013 come Tutti mi danno del bastardo), incentrato su una storia d'amore finita male e data in pasto al pubblico dei lettori di una rubrica. Nel 2014 viene pubblicato Funny Girl, romanzo ambientato tra il 1964 e il 1968, che racconta di una ragazza che si gioca il tutto per tutto pur di sfuggire alla monotonia della provincia inglese. Scrive anche saggi, in particolare sulla musica pop e ha una rubrica di recensioni di libri per la rivista statunitense The Believer che in Italia sono pubblicate dal settimanale Internazionale. Una raccolta di questi articoli è stata pubblicata in Una vita da lettore, edito da Guanda nel 2006, che nel 2012 replica con Sono tutte storie (titolo originale More Baths, Less Talking) che raccoglie i testi usciti su The Believer tra maggio 2010 e dicembre 2011. Hornby ha curato anche una raccolta di scritti sul calcio, uscita in Italia nel 2006 in occasione dei Mondiali di calcio intitolata Il mio anno preferito. Raccoglie tutte storie sul calcio tra cui una scritta da Hornby. 

Lo avevo detto che la sua carriera letteraria è vasta e di certo non mi fermerò qui nello scoprire questo scrittore. Ho in programma, per il prossimo anno ormai, di leggere altri suoi romanzi! Tra l'altro è appena uscito in Italia, edito Guanda, un libro dal titolo Dickens e Prince. Uno speciale tipo di genio di cui ho visto già recensioni interessanti e sarei curiosa di capire cosa hanno in comune Dickens e Prince secondo Hornby. 

Non Buttiamoci Giù è stato scelto dai partecipanti del BookClub che, insieme ad altri amanti della lettura, ho l'onore di gestire. E' stato il primo libro scelto tra quelli proposti (ne proponiamo cinque, uno per ognuno dei soci fondatori) ed è stato discusso al primo incontro "in persona" che si è tenuto lo scorso 22 novembre. I pareri sono stati diversi e molteplici, a momenti discordanti, ed hanno toccato vari punti del romanzo. Non racconto tutta la discussione, altrimenti svelerei la storia e toglierei il gusto della lettura a chi vorrà leggerlo, ma l'elemento chiaro scaturito dalla discussione è che ogni lettore ha potuto confrontarsi anche ad uno solo dei protagonisti a seconda del personale modo di vedere e di sentire, riuscendo a capire meglio quel punto di vista. E' anche accaduto che qualcuno non abbia terminato la lettura (è tra i diritti del lettore!) perchè non riusciva ad entrare nella storia, ma la maggior parte dei partecipanti ha apprezzato lo stile di Hornby e il modo con cui ha trattato il tema. Si è parlato anche della traduzione (Massimo Bocchiola è tra i più apprezzati traduttori) e di quanto deve essere stato difficile o meno orientarsi tra i diversi modi di esprimersi dei personaggi. La discussione è stata molto bella e intensa; abbiamo avuto modo di sviscerare la lettura e di scendere anche nei particolari!

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