Portami dove sei nata di Roberta Scorranese

08.03.2020

Roberta Scorranese ha una bel modo di scrivere che permette di entrare subito nel vivo del racconto.
L'obiettivo del libro e' quello di far conoscere, cosi' come lei la vede, la terra delle sue origini, l'Abruzzo. E lo fa mettendo su carta i racconti della nonna e della mamma, la sua vita e quella della sua famiglia composta da diversi personaggi. Affronta lei stessa un viaggio alle origini facendo dei salti tra quel passato a lei raccontato e il presente, vissuto dalle persone che incontra, dalla sua famiglia e da lei stessa.
I salti temporali sono, a volte, di oltre cinquanta anni e sono fatti in maniera particolare: i periodi anche non legati nei fatti tra di loro, hanno un comune denominatore, rappresentato proprio dalla voce narrante, la Scorranese in prima persona.
La sua ricerca e' quella di riuscire a sentire nuovamente i suoi luoghi, gli odori ed i sapori di un tempo attraverso il "respiro" della propria casa, girando tra la gente e raccogliendo testimonianze. Tutto cio' dopo che i fatti disastrosi del 2016 e del 2017  (ancor prima nel 2009) hanno reso l'Abruzzo una terra lacerata e sofferente; evidenze visibili nella crepe delle case, nei puntelli che sorreggono i soffitti, nella polvere dei calcinacci ancora presente in alcuni ambienti e per le strade, nelle macerie mai tolte dai paesi distrutti. Meno visibili nei visi, nelle parole e nei sorrisi della gente d'Abruzzo che ha avuto la forza di reagire, rialzandosi e rimboccandosi le maniche.
Quanto detto c'e' in questo bel libro.
Seppur di 200 pagine appena, e' un condensato di tanto e di tutto.
Mi sono ritrovata molto in quel che ho letto, per due motivi differenti tra loro: le parti narrate riferite ai tempi passati, agli usi della gente, alle famiglie numerose unite in case grandi, i racconti dei nonni e la vita di paese sono molto simili a quelli della mia terra, la Calabria, e della mia famiglia. Dico sempre di trovare molte similitudini tra la mia terra di origine e questa in cui vivo, ma sono certa che molti di coloro che avranno il piacere di leggere questo libro, troveranno similitudini con altri luoghi e altre regioni. L'Italia si somiglia un po' tutta.
L'altro motivo e' rappresentato dal fatto che gli eventi naturali e disastrosi li ho vissuti in prima persona. Ero qui mentre avvenivano e sono impressi nella mia mente, pesano ed incidono sulla mia vita e sul mio modo di vivere e quando rileggo il ricordo di qualcun altro, non posso far meno di riviverli.
Qui mi e' capitato di sentirli piu' leggeri, di vederli in modo si' piu' intimo, ma quasi di superarli con un sorriso.
Puo' essere un libro curativo in questo senso.
Ci si concentra di piu' forse sui sentimenti e su gli aneddoti simpatici.
 
Il ricordo e la dedica al padre chiudono il cerchio delle similitudini.

Penso si chiuda anche un cerchio per la scrittrice che, narrando i fatti, le storie, le vicessitudini della sua famiglia e del suo paese, ha parlato direttamente anche al padre rendendogli un omaggio veramente bello e pieno di tante cose. 


"E' nei ritorni che mi ritrovo. Basta poco: un refolo d'aria umidiccia, un sentore di carne arrostita,il rumore di un fuoco acceso. Tutto quello che io sono ha una fisionomia che ogni volta mi coglie impreparata o mi fa sorridere. Mi capita di ritrovarmi in un accento dolce o in una risata che fa piegare gli occhi all'ingiu'."

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