Fino a toglierti il fiato di Linwood Barclay

03.09.2026

E' stata la lettura dell'estate del bookclub Nutrimenti Letterari; abbiamo pensato con i miei partner Giorgia e Roberto che nei mesi estivi sarebbe stato perfetto un bel giallo/thriller/noir e, guardando tra i libri di questa casa editrice, abbiamo scelto questo libro pubblicato in Italia da Nutrimenti nel 2021. 

Il protagonista è Andrew Mason, la cui moglie Brie scompare mentre lui è  fuori per una battuta di pesca con un suo amico. I sospetti cadono subito su Andrew, ma la polizia non riesce a dimostrare che sia stato lui a farla sparire. La sua vita da quel momento precipita: beve, perde amici e lavoro, attraversa momenti davvero difficili. Lo ritroviamo nella storia dopo sei anni e Andrew, lentamente, ricostruisce la propria vita accanto a Jayne, una donna che ha conosciuto da poco e sembra che il passato sia finalmente alle spalle. La vecchia casa dove si era trasferito con Brie è stata venduta e il nuovo proprietario l'ha demolita e ricostruita.

Accade però che una donna somigliante incredibilmente a Brie compare nel luogo dove sorgeva la casa e pronuncia una frase inquietante:

"Dov'è casa mia? Cos'è successo a casa mia?"

Da lì ricomincia tutto: le indagini, i sospetti e soprattutto la domanda fondamentale: Brie è davvero viva? E che cosa è successo sei anni prima?

Questa la trama in breve, mi pare più delicato in questa sede non dire molto di più per non togliere la sorpresa e il divertimento che la lettura procura. Ma certo è il caso di dire la mia impressione. 

Su queste pagine non si trovano molti articoli dedicati a libri di questo genere, perchè in effetti ne leggo pochi e, ogni volta che ne leggo uno, mi dico sempre che dovrei invece dedicarmici di più. Sicuramente il desiderio di ampliare il raggio nasce dal fatto che questo romanzo di Barclay l'ho davvero divorato in pochissimi giorni; un romanzo di oltre 450 pagine mi ha tenuta agganciata alle pagine e alla storia anche quando chiudevo la lettura, non potendo fare a meno di pensare a cosa stesse accadendo.

Le vicende sono raccontate in maniera molto intelligente, seguendo una struttura narrativa che tocca diversi punti di vista: Andrew, la poliziotta che conduce le indagini, Jayne, il fratello adolescente di lei e altri personaggi. Un meccanismo che permette di avere contemporaneamente una visione ampia della vicenda e uno sguardo ravvicinato sui singoli personaggi. Ogni punto di vista aggiunge un pezzo e questo mantiene alta la curiosità.

Si potrebbe immaginare un ritmo incalzante, ma non è necessariamente così. Il ritmo è piuttosto costante, ma Barclay dissemina continuamente elementi che fanno nascere nuove domande, nuovi dubbi e nuovi sospetti. E soprattutto i personaggi secondari acquistano progressivamente importanza: possono diventare sospettati, nascondere qualcosa, oppure modificare la nostra percezione di ciò che è successo.

Quindi non ci si pone solamente la domanda "chi ha fatto cosa?", ma c'è una rete di menzogne, fragilità, sensi di colpa e verità parziali che viene messa in atto e che mi ha costretta a voler saperne di più e a leggere sempre più velocemente. Una struttura che non serve a complicare la trama, ma serve a far entrare chi legge nella vicenda da angolazioni diverse e i diversi punti di vista modificano quel che credevi di aver capito.

È proprio questo, alla fine, che ho apprezzato di più: Barclay non mi ha semplicemente portata verso una soluzione, mi ha costretta più volte a rimettere in discussione quello che credevo di aver capito. E forse è anche per questo che ho continuato a leggere, pagina dopo pagina, con quella voglia un po' irrazionale di arrivare alla fine.

Come dicevo all'inizio, su questo blog non trovate molti thriller. Ma dopo Fino a toglierti il fiato mi sono ritrovata a pensare che forse dovrei concedermi più spesso qualche deviazione dai miei percorsi abituali di lettura.

Perché quando un libro riesce a farti chiudere le pagine e continuare a pensarci, qualcosa ha funzionato.

E questo, per me, è uno di quei casi.

A tutto questo dobbiamo aggiungere il piacere del confronto nella chat di gruppo, dove ci sono lettrici e lettori appassionati che hanno messo in evidenza molti aspetti che non avevo notato. E così ne esco molto più ricca e consapevole.

Ormai, se seguite gli articoli relativi al Bookclub Nutrimenti Letterari, sapete che gli incontri si tengono online e che cerchiamo sempre di avere come ospiti gli autori e le autrici o comunque qualcuno che possa raccontarci qualche particolare in più. Ebbene, questa volta abbiamo avuto il piacere di incontrare il traduttore del libro, Nicola Manuppelli, il quale ci ha raccontato in maniera molto interessante e appassionata come svolge il suo lavoro, quanto sia coinvolto nella traduzione quanto nella scrittura, raccontandoci anche i suoi progetti più immediati.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che continuo ad apprezzare del nostro bookclub: un libro non finisce necessariamente quando arriviamo all'ultima pagina. Può continuare nella discussione, nelle domande che ci facciamo, nelle cose che scopriamo attraverso gli altri e anche nell'incontro con chi quel libro lo ha tradotto, curato o scritto.

Con Fino a toglierti il fiato è stato proprio così. Sono partita da una lettura che, lo ammetto, era un po' fuori dai miei percorsi abituali e mi sono ritrovata non solo a divorare un thriller di oltre 450 pagine, ma anche a guardarlo da prospettive diverse grazie al confronto con gli altri.

E forse è questo il bello di leggere insieme: accorgersi che, a volte, un libro ha ancora qualcosa da dirci anche dopo che lo abbiamo chiuso. 


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