Prima che tutto partisse c'erano l'ansia, la preoccupazione, tanto spirito d'avventura e quella giusta dose di pazzia che serve quando si decide di dare vita a un progetto nuovo.
A dire il vero non ricordo esattamente il momento esatto in cui incoscientemente abbiamo deciso di fare una rassegna letteraria estiva di Quid, forse è tutto nato per caso. Il primo anno abbiamo organizzato due presentazioni, senza una vera intenzione di creare un programma o una vera e propria rassegna. Ma dal secondo anno abbiamo dato una identità a queste presentazioni, chiamandole Parole d'Autore e trovando casa in uno dei posti che più amo di Giulianova, che è la terrazza della Biblioteca Bindi. Anche la collocazione temporale ha avuto una evoluzione. Il primo anno e anche il secondo la nostra rassegna si è svolta in luglio, ma poi abbiamo capito che in una città come la nostra, meta di vacanze, le persone hanno più bisogno di iniziative di svago, musica, spettacolo, giochi, mercatini e quindi abbiamo preferito impegnare il mese di giugno così da non scontrarci con un calendario fitto di offerte di altro tipo.
Per cui la rassegna prende il via nel mese di giugno, impegnando una sera a settimana e con un programma che può accontentare ogni gusto letterario. Quest'anno Parole d'Autore è diventata Fuori Pagina, perchè oltre a capire quale tempo e quale spazio occupare, abbiamo anche capito che le storie hanno necessità di uscire dalle pagine, essere parole sì, ma arrivare alle persone in maniera diversa, più aperta. Abbiamo avuto la necessità di descrivere in partenza la nostra intenzione e, a fatti conclusi, ci sembra proprio di esserci riuscite.
Carica di tutto questo progetto, l'ansia e la preoccupazione erano molte. Ammetto che i contatti con le scrittrici e gli scrittori che avevo intenzione di invitare erano partiti molto prima di pensare al nuovo nome della rassegna, sapevo chi avrei voluto ospite, anche se non avevo molte date a disposizione per accogliere tutti. E quindi ho atteso che le case editrici rispondessero, ho dovuto prendere atto che alcuni ospiti non potevano esserci (ma arriveranno nel corso dell'autunno), ed essere felice per chi invece aveva accettato ed è stato presente.