Fuori Pagina - Rassegna Letteraria

14.07.2026

Prima che tutto partisse c'erano l'ansia, la preoccupazione, tanto spirito d'avventura e quella giusta dose di pazzia che serve quando si decide di dare vita a un progetto nuovo. 

A dire il vero non ricordo esattamente il momento esatto in cui incoscientemente abbiamo deciso di fare una rassegna letteraria estiva di Quid, forse è tutto nato per caso. Il primo anno abbiamo organizzato due presentazioni, senza una vera intenzione di creare un programma o una vera e propria rassegna. Ma dal secondo anno abbiamo dato una identità a queste presentazioni, chiamandole Parole d'Autore e trovando casa in uno dei posti che più amo di Giulianova, che è la terrazza della Biblioteca Bindi. Anche la collocazione temporale ha avuto una evoluzione. Il primo anno e anche il secondo la nostra rassegna si è svolta in luglio, ma poi abbiamo capito che in una città come la nostra, meta di vacanze, le persone hanno più bisogno di iniziative di svago, musica, spettacolo, giochi, mercatini e quindi abbiamo preferito impegnare il mese di giugno così da non scontrarci con un calendario fitto di offerte di altro tipo.

Per cui la rassegna prende il via nel mese di giugno, impegnando una sera a settimana e con un programma che può accontentare ogni gusto letterario. Quest'anno Parole d'Autore è diventata Fuori Pagina, perchè oltre a capire quale tempo e quale spazio occupare, abbiamo anche capito che le storie hanno necessità di uscire dalle pagine, essere parole sì, ma arrivare alle persone in maniera diversa, più aperta. Abbiamo avuto la necessità di descrivere in partenza la nostra intenzione e, a fatti conclusi, ci sembra proprio di esserci riuscite.  

Carica di tutto questo progetto, l'ansia e la preoccupazione erano molte. Ammetto che i contatti con le scrittrici e gli scrittori che avevo intenzione di invitare erano partiti molto prima di pensare al nuovo nome della rassegna, sapevo chi avrei voluto ospite, anche se non avevo molte date a disposizione per accogliere tutti. E quindi ho atteso che le case editrici rispondessero, ho dovuto prendere atto che alcuni ospiti non potevano esserci (ma arriveranno nel corso dell'autunno), ed essere felice per chi invece aveva accettato ed è stato presente. 

Nel costruire e programmare la rassegna mi sono concessa anche un piccolo regalo: godermi il dialogo e il racconto che altri avrebbero fatto dei libri, sedermi in mezzo al pubblico e ascoltare le storie uscire fuori pagina. So che quello è il luogo che sento più mio, perchè è così che il mio amore per la lettura si è rafforzato nel tempo. Quindi sono stata ben felice di organizzare la rassegna, di pensare a tutto quello che serviva perchè avesse il suo spazio, la giusta pubblicità, perchè arrivasse a più persone possibili.

Sono stata molto contenta di avere una collaborazione con Nota Fulgens, una associazione che si occupa di diffondere la cultura musicale e l'educazione all'ascolto sul territorio. I maestri Vasco Gaetano Andreani e Francesco Ranalli hanno introdotto e concluso tutte le serate con brani della tradizione concertistica musicale. La loro presenza e quella della Presidente Susy Rizzo e della Vice Stefania Pompeo sono state fondamentali. Non avrei immaginato quanto la musica avrebbe contribuito a creare l'atmosfera di Fuori Pagina. Ogni serata iniziava e si concludeva con una sensazione diversa, come se le note preparassero il pubblico ad entrare nelle storie.

Così mi sono lasciata colpire e incuriosire dalle storie che venivano raccontate dagli altri. E mi sono appassionata alla storia della Figlia dell'ultimo Re di Ornella Albanese (presentata dal Direttore del Polo Museale Sirio Pomante insieme al giornalista Walter De Berardinis), sono rimasta molto incuriosita da Il cielo degli invisibili di François Morlupi (presentato da Manuela Costantini) e molto colpita da Pezzi di Giorgia Tribuiani (tra tutte la lettura più lontana dalle mie corde) (presentato da Valentina Di Ludovico). Invece io ho presentato Uomini Inutili di Marcello Camplese, un giallo storico, e insieme alla mia immancabile partner e amica Rita Chiappini, ho presentato uno dei miei scrittori preferiti Gianni Solla e il suo ultimo libro La memoria delle foglie (di cui ho parlato qui).  

Sono soddisfatta di Fuori Pagina? Sì, moltissimo. Non soltanto perché la terrazza della Biblioteca Bindi si è riempita ogni settimana o perché le persone sono tornate incontro dopo incontro. Sono soddisfatta perché gli autori ci hanno regalato il loro tempo, le loro storie e la loro fiducia. Perché il pubblico ha ascoltato, fatto domande, condiviso emozioni. 

E poi c'è una frase che porterò con me. Al termine dell'ultimo incontro, mentre riaccompagnavamo Gianni Solla alla partenza, ci ha detto che in questi anni Quid è diventata un'associazione riconoscibile. Credo che sia stato il complimento più bello. Perché dietro ogni serata ci sono settimane di telefonate, mail, idee, dubbi, cambi di programma e tante persone che lavorano con passione. Se oggi Fuori Pagina ha trovato la sua identità, allora tutta quella preoccupazione con cui è iniziata questa avventura aveva davvero un senso.

Le fotografie che accompagnano questo racconto sono di Davide Candeloro, che con il suo obiettivo ha saputo cogliere l'atmosfera di Fuori Pagina.

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