Il Maestro e Margherita di Bulgakov

23.10.2020

Finchè non ho letto Il Maestro e Margherita non ero consapevole di cosa mi stessi perdendo: una delle esperienze al contempo più assurda, intensa e sorprendente di sempre. Ci si sente frastornati come se avessimo fatto un sogno da cui ci risvegliamo ridendo e in lacrime allo stesso tempo. 

Voi direte "ma è solo un libro!" Ed io vi spiego perchè, in effetti, è più di un libro.

E' un romanzo magico: mi sono divertita ed ho avuto percezioni diverse nella lettura. Passavo da momenti di ilarità e divertimento nelle parti grottesche, a momenti di adorazione e venerazione nelle parti più mistiche. Posso dire di aver assistito a un gioco di magia, seppur letteraria. 

E' uno spettacolo teatrale: Bulgakov lavorava per il Teatro d'Arte di Mosca ed era un ottimo commediografo e così deve aver pensato e costruito questo romanzo. 

E' un libro satirico con il quale lo scrittore prende in giro l'Unione Sovietica del tempo (siamo negli anni '30). Mette lì personaggi strani e matti che prendono in giro la società, la costruzione dell'apparenza, la falsa cultura rappresentata dai critici letterari e dalla censura. Li prende a schiaffi ed a calci, distrugge la loro casa, li spoglia e li fa impazzire.

E' un romanzo d'amore, anzi direi della forza dell'amore, quella di Margherita verso lo scrittore (il Maestro). L'Amore grande spinge la donna attraverso un viaggio tortuoso, onirico, nel quale viene messa alla prova dal demonio e la supera pur di salvare l'amato. Il diavolo sa che cosa vuole e dove arrivare e spinge Margherita al massimo dovendo , alla fine, accontentarla. Seppur si è fatto strumento di lei solo per arrivare al suo scopo! 

Per spiegarmi meglio devo fare un riassunto, ma attenzione per chi non lo ha letto, perchè anticipo qualcosa

Una combriccola di matti gestiti con eleganza dal Demonio in persona, fa andare avanti il romanzo e ne combina di tutto e di più. In giro per la città di Mosca, tra umorismo cinico e credibile, con numeri e spettacoli a metà tra la prestidigitazione e la magia nera, basterebbero loro a rendere la storia brillante e anche un pò noir. In questo marasma si inserisce uno scrittore, il Maestro, in crisi creativa, alla ricerca sia di un editore per il suo romanzo mistico, che di un pubblico di lettori. Margherita si innamora del Maestro e cerca di incoraggiarlo e di aiutarlo nella sua impresa.  

Il romanzo del Maestro (che conosciamo prima di conoscere lui) racconta del senso di colpa che toglie il sonno e lacera l'intimità morale del procuratore della Giudea, Ponzio Pilato. Ha condannato a morte qualcuno che forse aveva da dirgli molte cose che lui non ha voluto ascoltare. Struggente il dialogo tra Pilato e Jeshua Ha-Nozri (Gesù Cristo), particolare per la durezza del procuratore e la dolcezza e purezza di Gesù. Il romanzo del Maestro rappresenta anche il senso di colpa di Levi Matteo, discepolo di Jeshua, che si strugge per averlo lasciato solo non riuscendo a salvarlo dalle torture e dalla croce. Nel passaggio spazio temporale in cui ci troviamo a Gerusalemme la storia appare reale, sembra quasi di essere lì, sotto il cielo nero e la pioggia, si sente la fatica, il dolore, la potenza del momento.

Il Maestro in crisi per mancanza di editori che vogliano pubblicarlo e per una critica spietata attuata da coloro a cui fa leggere il romanzo, lo brucia e scappa, lasciando Margherita nella disperazione!

Woland, arriva in terra per sovvertire l'ordine delle cose e lo scopo principale diventa, e si capisce di più arrivando alla fine, salvare il romanzo del Maestro e per farlo deve dare senso alla sua presenza, mettendo in subbuglio Mosca. Lo deve salvare per dare senso alla sua stessa esistenza. Se si nega l'esistenza di Gesù, si nega anche l'esistenza del diavolo e la sua funzione.

Più romanzi si intrecciano tra loro! La confusione della combriccola capitanata da Woland (il Diavolo), la storia d'amore di Margherita ed il Maestro, il romanzo del Maestro. Ognuna di queste storie riesce a lasciare sensazioni diverse durante la lettura. Ad ogni capitolo ho dovuto sincerarmi che stessi leggendo lo stesso libro.

Bulgakov ha voluto rappresentare la società in cui viveva, l'Unione Sovietica degli anni '30, le peripezie che il suo stesso romanzo ha avuto, la cesoia della censura, la negazione del cattolicesimo come religione e quindi il diniego di ogni scritto che potesse trattare questo argomento. Lavorò al Maestro e Margherita dal 1928 al 1940 cioè fino alla morte (ma fu pubblicato circa trent'anni dopo grazie alla tenacia della moglie che riuscì farlo uscire dall'unione sovietica). In questo intervallo di tempo il romanzo fu soggetto a tagli, censure, mutilazioni, polemiche, e fu anche gettato tra le fiamme di una stufa dallo stesso Bulgakov (proprio come fa il Maestro con la sua opera vilipesa). La satira di Bulgakov infastidiva il regime comunista dell'URSS, così come il suo essere "scrittore mistico" dalle tinte nere, dai toni dissacranti.

E quindi da un lato leggi di cose che non comprendi fino in fondo. Sai che andando avanti il rischio di leggere ancora cose poco comprensibili c'è, ma invece piano piano i misteri si dipanano. Non bisogna arrendersi nemmeno nella lettura.

E' stata una folgorazione. Una lettura che da un senso di apertura alla scoperta di altri mondi. I russi non li avevo mai avvicinati più di tanto ed invece penso che da Bulgakov ho avuto una spinta ad andare ancora più in profondità.

https://www.instagram.com/raccontarerosi/