L'ultima estate di Antonio De Gennaro

10.04.2026

"Sei morto il giorno del mio trentottesimo compleanno. Nella fredda stanza del pronto soccorso della clinica dove io sono nato. Non è una coincidenza. E' uno strano destino che ci legherà per sempre. Noi che quando eri in vita legati non lo siamo mai stati.

Un incipit che non lascia alcun dubbio su quale storia andiamo ad affrontare con la lettura di questo libro di Antonio De Gennaro, edito Colonnese. L'ultima estate e' un racconto in prima persona che attraversa l'esperienza personale di un figlio partendo da un evento finale quanto irreversibile, che agisce come detonatore. Il narratore costruisce e ragiona sul suo rapporto con il padre attraverso frammenti, ricordi, oggetti e aneddoti, mostrando le difficoltà di dialogo, dichiarando il suo distacco emotivo, raccontando quanto fossero distanti figlio e padre.
Non c'e' una trama vera e propria, piuttosto un flusso a voce alta, una ricostruzione intermittente, non lineare e dettagliata, dettata anche dalla memoria rilasciata da oggetti ritrovati in casa del padre che, prendendo sembianze simboliche, si trasformano in un incontro con i giocatori del Napoli, in un gol in una partita importante, nel giorno della laurea, in un complimento non detto, in un abbraccio non dato.

Il passato torna nel racconto di Antonio De Gennaro, ma non restituisce nulla se non la presa di coscienza di ciò che è stato e di quel che non sarà. Non c'è nostalgia in questa narrazione, non c'è compiacimento, neanche idealizzazione; c'è una tensione continua, sentita, quella di un figlio che vuole riconoscersi come tale, ora che quel rapporto si è sciolto.

Può un rapporto padre-figlio esplicarsi nel non detto? 

Lo scopriamo scorrendo le pagine de L'ultima estate, leggendo questo racconto diretto, ironico, pungente che tende a rivelare il personaggio padre nei trentotto anni di vita insieme al narratore. La scrittura è controllata, precisa, priva di cedimenti retorici. De Gennaro sembra mantenere una distanza costante come se rifiutasse deliberatamente qualsiasi forma di abbandono sentimentale, lontano da qualsiasi voglia di consolazione. 

Eppure sposta inevitabilmente su chi legge il metro di giudizio, forza il paragone con il vissuto di chiunque si trovi a ragionare su queste pagine. Il lettore è chiamato a entrare nel testo con attenzione, a sostare nelle pause, a colmare i silenzi. Diventa cosi' una esperienza di lettura che e' allo stesso tempo una analisi interiore, che apre ai ricordi, alle esperienze, alle memorie di chi legge, in una sorta di transfert emotivo,

Non e' necessario aver avuto un rapporto distante con il proprio genitore per vivere questa esperienza di lettura, perche' l'attivazione della propria parte emotiva avviene in qualsiasi caso. Si puo' guardare alla propria con il sorriso, con nostalgia, con rimpianto e con affetto. E' una esperienza che arriva. 

Ho avuto il piacere di incontrare l'autore e di presentare L'ultima estate per l'Associazione Culturale Quid e mi ha colpito il suo modo di raccontare questa storia, la sua storia. Un modo diretto, senza rimpianti, e pieno di una sottile ironia .. quella stessa con cui ha descritto il suo papa'. Che per quanto fosse un tantino anaffettivo verso il suo primo figliolo, per quanto pretendesse il massimo da lui e per quanto poco si e' fatto conoscere in vita, probabilmente gli ha trasferito molto del suo essere, anche in modo inconsapevole. 

Mentre ero seduta sullo sgabello al fianco di Antonio, guardavo le persone venute ad ascoltare: vedevo qualcuno annuire, altre sorridere, altre ancora emozionarsi; qualcuno si riconosceva nelle stesse storie che Antonio raccontava, altri prendevano coscienza di quanto avessero un rapporto nettamente diverso con il proprio genitore. Ma ogni reazione fa parte della storia che viene raccontata ne L'ultima estate, perche' ognuno di noi sa che nel diventare adulti ha inciso la nostra esperienza come figli, e' inevitabile.
 
Per questo penso che L'ultima estate sia un libro adatto a tutti, un libro adatto ad ogni tipo di esperienza. Una lettura che serve a capirsi, a guardarsi dentro, a piangere e sorridere. Come nella vita. Come una bella storia. 

Antonio De Gennaro, napoletano, classe '76, laureato in scienze politiche e specializzato in comunicazione e mass media, ha collaborato con varie testate e agenzie di stampa, occupandosi di sport, cronaca, attualita', mondanita' e cultura. Prima de L'ultima estate, edito da Colonnese a gennaio di quest'anno, ha pubblicato i romanzi Andata e ritorno senza biglietto (2019) e Il regalo piu' bello (2020), il saggio ironico Partenopei vs Napoletani (2022) e ;a raccolta di racconti Peccati e Capitali (2025). 

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