
Vent’anni di Galaad: quando i libri sono compagni di viaggio

In questo mese di settembre del 2026 la Galaad Edizioni compie vent'anni.
Una storia nata nel 2006 dall'incontro tra Paolo Ruggieri e Paola Vagnozzi e cresciuta seguendo una convinzione semplice e tutt'altro che scontata: pubblicare i libri in cui si crede.
Vent'anni, nel mondo dell'editoria, sono un tempo considerevole.
Sono abbastanza per attraversare cambiamenti profondi: il modo in cui leggiamo, acquistiamo e consigliamo libri; il rapporto tra carta e digitale; la trasformazione delle librerie, della distribuzione, della comunicazione. Sono abbastanza per vedere cambiare il mercato e, insieme, per capire quali idee riescono a restare.
Galaad Edizioni arriva al suo ventesimo anno proprio così: con una storia alle spalle, un catalogo in continua evoluzione e la stessa bella e forte curiosità verso i libri che ne ha accompagnato la nascita.
La casa editrice viene fondata, come detto, da Paolo Ruggieri e Paola Vagnozzi nel settembre del 2006; l'attività editoriale vera e propria prende avvio alla fine del 2007. E quando, qualche anno più tardi, ai due fondatori viene chiesto quali fossero gli obiettivi iniziali, la risposta è sorprendentemente attuale: pubblicare libri capaci di riflettere i loro gusti letterari e la loro linea editoriale.
Una risposta semplice, ma forse proprio per questo significativa.
Perché scegliere i libri da pubblicare significa prima di tutto scegliere un'idea di lettura. Significa assumersi la responsabilità di costruire un catalogo non soltanto sommando titoli, ma cercando tra loro un dialogo, una direzione, una voce.
Un catalogo, molte strade
A guardare oggi il catalogo Galaad, quella scelta originaria è ancora riconoscibile: narrativa contemporanea italiana e straniera, classici da riscoprire, reportage e letteratura di viaggio, poesia, critica letteraria e cinematografica, psicoanalisi, filosofia, musica e paesaggi sonori: sono territori diversi, che non sembrano rispondere a un'unica categoria, ma che condividono una stessa disponibilità alla scoperta.
Le collane sono nove e ciascuna sembra aprire una porta su un mondo diverso.
C'è La Quercia e il Tiglio, dedicata alla narrativa contemporanea italiana e straniera. C'è Altrove, dove il viaggio diventa esperienza letteraria, esplorazione e scoperta di altri mondi. C'è Lumina Mundi, nata con un proposito particolarmente caro alla storia di Galaad: riportare alla luce libri dimenticati, sconosciuti o mai tradotti in Italia, ma ritenuti meritevoli di essere nuovamente incontrati dai lettori. E poi ci sono i super tascabili di Lilliput, i saggi de Gli Alberi Saggi, i territori della psicoanalisi di Nova Humana Materia, fino a Soundscapes, dedicata al suono e all'ascolto nelle loro molteplici dimensioni.
Riscoprire ciò che merita di essere letto

Il primo titolo della casa editrice, Il risveglio di Kate Chopin, è uscito proprio nella collana Lumina Mundi. Un romanzo del 1899, oggi riconosciuto come un classico della letteratura americana, che racconta il percorso di Edna Pontellier verso una nuova consapevolezza di sé e dei propri desideri.
Nel catalogo Galaad quel lavoro di recupero continua ancora oggi.
Accanto agli autori contemporanei compaiono nomi come George Eliot, Herman Melville, Olive Schreiner, Washington Irving, Leigh Brackett e molti altri. Alcuni sono figure centrali della letteratura mondiale; altri sono testi meno frequentati dal pubblico italiano, recuperati attraverso nuove traduzioni o nuove edizioni.
E forse è proprio qui che una casa editrice indipendente può esercitare una delle sue libertà più preziose: quella di seguire una curiosità, di tornare su un libro, di chiedersi se una storia dimenticata abbia ancora qualcosa da dire.
Il libro come balsamo
Non è casuale che il nome della casa editrice venga dal Balsamo di Galaad, l'albero citato nell'Antico Testamento per le sue proprietà medicamentose.
Sul sito della casa editrice il simbolo viene associato all'idea che la lettura possa lasciare qualcosa di più duraturo del semplice piacere del momento: una libertà riconquistata, una ferita ricomposta, una nuova possibilità di conoscersi. Il libro viene definito, in questa prospettiva, un compagno di viaggio.
È un'immagine particolarmente bella se si pensa alla storia di Galaad.
Perché un libro può davvero essere un viaggio: verso un'altra epoca, un'altra lingua, un altro paese, un'altra forma di pensiero. Ma anche verso qualcosa di molto più vicino e personale. Si può viaggiare leggendo una storia ambientata lontano. Si può viaggiare attraverso un saggio, una poesia, una biografia. Si può viaggiare persino dentro una domanda che non avevamo ancora formulato.
E in fondo è questo che tiene insieme un catalogo apparentemente così eterogeneo: la convinzione che leggere significhi spostarsi.
Vent'anni dopo
In una vecchia intervista, alla domanda se, potendo tornare indietro, sceglierebbero ancora di fare gli editori, Paolo Ruggieri e Paola Vagnozzi rispondevano con un sì senza esitazioni, pur riconoscendo quanto fosse difficile il mestiere e quanto fosse complesso il periodo storico.
Da quella risposta sono passati molti anni.
Oggi Galaad può guardare a un catalogo che comprende generi, epoche, lingue e discipline differenti, e a una storia che nel 2026 raggiunge il traguardo dei vent'anni.
Galaad è nata da una scelta: pubblicare libri nei quali riconoscersi.
Vent'anni dopo, quella scelta continua a prendere forme diverse: un classico da riportare alla luce, una voce contemporanea da ascoltare, un saggio capace di aprire una prospettiva inattesa, una storia che attraversa un genere o una lingua per arrivare fino a noi.
Per esplorare il catalogo della casa editrice, basta cliccare sul sito al link che inserisco qui.
Buon viaggio, Galaad. E buon ventesimo anniversario.


