
La meccanica delle ragazze di Raffaella R. Ferrè

"Duecentottantotto euro.
Se l'amore ha un prezzo, pensò Agostina guardando fuori dal finestrino rigato di pioggia, stasera la cifra è questa. Nient'affatto simbolica e, soprattutto, di partenza, la somma rientrava nelle spese dell'uomo che amava. O meglio che aveva amato. O meglio ancora, che avrebbe amato volentieri di nuovo poichè, malgrado tutto, quando c'era lui in mezzo e che lui fosse presente o meno, il suo cervello andava in modalità nostalgia con sbalzi ormonali."
Inizia così il nuovo romanzo di Daniela Gambino, centododici pagine appena, pubblicato da Nulla Die il 30 luglio 2026. Centododici pagine in cui la Gambino ci porta a esplorare le dinamiche di una famiglia della quale Maddalena, voce narrante, raccoglie l'eredità.
La storia prende il via davanti alla porta chiusa di un ristorante, il Minzunnavu — dal siciliano M'inzunnavu, "ho sognato" —, luogo che racchiude e conserva gesti, vicende e racconti delle persone che conducono a Maddalena. La porta del ristorante è chiusa, la prima volta che accade, perché non è una giornata come le altre: è il giorno del commiato, del saluto finale, contornato da tanti "ciao papà" e da una poesia che Maddalena conosce a memoria.
Da qui prende avvio il racconto di tutto ciò che è accaduto prima di lei, attraverso le vite dei genitori e dei nonni, materni e paterni. Una sorta di ricostruzione familiare, ma soprattutto un viaggio dentro le radici da cui Maddalena proviene.
"Sui miei documenti, alla voce genitore, compare il nome che adesso incideranno sulla lapide.
Il Principe.
Un soprannome nato per caso, affibbiato da ragazzo.
Una 'nciuria, come si dice in Sicilia. Oggi la chiamerebbero un tag, un nickname.
Di 'nciurie, in famiglia, ce n'erano parecchie."

